06 Nov 2017

Five Good Things

Esiste una pratica semplicissima e molto efficace per allenare la nostra propensione a ciò che c’è di buono nella nostra vita. Ci insegna a porre l’accento sul bicchiere mezzo pieno e a distogliere l’attenzione da ciò che non va. Non si tratta di tecniche di autoconvinzione o di fuga dalla realtà, si tratta semplicemente di allenarci a notare non solo i lati grigi della vita ma anche quelli più splendenti. I modelli di successo che la società ci propone sono, per la maggior parte di noi, irraggiungibili. È proprio quella distanza costante da un modello inarrivabile che crea il noi il desiderio di essere ciò che non siamo, terreno fertile per le strategie di marketing più innovative. Alex Zanardi che si dichiara felice, Bebe Vio che trasuda gioia per la sua vita sono esempi che colpiscono coloro i quali hanno molto ma sanno di non riuscire ad apprezzarlo fino in fondo. Gli occhi pieni di gioia di Bebe ci fanno riflettere. Da un lato ci rassicurano ma dall’altro ci spiazzano perché, se una situazione così difficile come quella di chi non ha nessuno dei quattro arti non è un ostacolo alla gioia… allora cosa è che ostacola la nostra gioia? È una bella domanda sospesa tra paura e conforto.

Come ho già argomentato in un altro post, la propensione della nostra mente a soffermarsi si ciò che non va è naturale e proviene da tempi antichi quando eravamo nelle caverne in una lotta costante alla sopravvivenza. Allora era fondamentale per non morire, scandagliare la realtà in cerca di segnali di pericolo, non c’era tempo, ed era pericoloso soffermarsi troppo a lungo sulle cose buone della nostra antica esistenza. C’erano troppi predatori, nemici e tanti rischi. Oggi il mondo si è rivoluzionato ma quell’atteggiamento è ancora presente e vivissimo dentro di noi. Un esempio? Quel fascino un po’ perverso che ci attrae dal profondo verso le notizie più negative. Gli ascolti rampanti per programmi che sguazzano nelle sventure altrui, le pagine sempre più ricche e i titoli sempre più preoccupanti delle pagine di cronaca. È la nostra natura, se qualcosa non va seppur se dall’altra parte del mondo, vogliamo sapere ogni dettaglio e, in fondo, capire quanto anche noi siamo a rischio ed eventualmente correre ai ripari.  Ecco cosa rende tremendamente interessanti quelle notizie, ecco perché una rivista di All Good News non trova il favore di nessun editore.

Presa coscienza di questa propensione, potremmo mettere in conto che allenare la propensione opposta richiede impegno. La buona notizia è che il “positive outlook” come lo chiamano gli inglesi, è una delle qualità più facilmente allenabili della nostra mente.  La neuroscienza ha mostrato che gli schemi di pensiero tendono a svilupparsi lungo tracce consolidate. Immaginate un prato sconfinato sul quale sono visibili alcuni sentieri, la nostra tendenza sarà quella di percorrere percorsi già battuti. Lo stesso fa la mente. Se siamo abituati a percorrere schemi di pensiero negativo, tenderemo a ripercorrere quagli schemi. Dunque è importante allenarci a tracciare nuovi sentieri che si sparpagliano sulle praterie di ciò che di buono offre la vita.

Non a caso esistono delle meditazioni o pratiche di Mindfulness specifiche in questa direzione. Dopo essersi seduti in posizione comoda e allo stesso tempo vigile, si porta l’attenzione al respiro fino a calmare la mente. Lentamente si porta l’attenzione verso ciò che di buono abbiamo. Bisogna allenarci! All’inizio ci verranno in mente poche cose, poi piano piano, la varietà di cose da apprezzare si allarga. Possiamo esser felici di vivere in una nazione che non è in guerra, non è scontato riuscire a mangiare tre volte al giorno, il nostro sistema immunitario ci protegge meravigliosamente, i nostri muscoli ci sostengono, abbiamo persone che ci vogliono bene, acqua potabile da bere, ospedali per curarci, siamo visi, respiriamo, non soffriamo freddo e fame. Tutto ciò non è affatto scontato e può essere motivo di gioia e apprezzamento.

La pratica delle “Cinque Buone Cose” si fa prima di andare a dormire. Abituatevi a prendere carta e penna o le note del telefonino. Riflettete su cinque cose buone per le quali siete grati. Potete attingere alla vita in genere o alla giornata appena trascorsa. Per ogni cosa scritta, soffermatevi qualche minuto, respirate profondamente, riflettete sui suoi benefici, sulla sua fragilità e su quanto non sia affatto scontata. Con disciplina e costanza aiuteremo la nostra mente a soffermarsi sempre di più sul buono della  nostra vita, lasciando andare quell’incessante e inutile sguazzare in ciò che non va.

Lascia un commento