Differenze tra
Psicoterapia-Coaching-Psicologia-Counseling

Noi del Life Lab abbiamo cuore lo sviluppo positivo della persona ed è per questo che abbiamo scelto di offrire al cliente diverse modalità per raggiungere questo obiettivo. Crediamo che la Psicoterapia, il Counseling e il Coaching siano percorsi che seppur differenti, si sviluppano nella medesima direzione; quella del benessere, di una vita piena e appagante.

Sei tu scegliere quale percorso fa per te. Sta a noi offrire il giusto orientamento prima di intraprendere questa o quella strada. Si tratta di percorsi sostanzialmente differenti con professionisti adeguati. Cosa è giusto per te dipende da quali sono i tuoi obiettivi, dipende da quale è il tuo desiderio.

Il Counseling si rivolge a persone sostanzialmente sane che hanno bisogno di colloqui di sostegno o di aiuto per affrontare problemi relazionali o decisionali senza la necessità di una cura di tipo psicoterapeutico o farmacologico che richiede competenze e specializzazioni diverse. E’ una “relazione d’aiuto”, professione disciplinata dalla legge. Consiste nell’applicazione da parte del professionista di un insieme di tecniche, abilità e competenze tese a facilitare il cliente nell’uso delle sue risorse personali, affinché questi possa trovare la soluzione per un problema che crea disagio esistenziale e per migliorare complessivamente la qualità della sua vita. Si tratta di un’opportunità per esplorare e riconoscere i propri schemi d’azione e di pensiero e aumentare il livello di consapevolezza. In questo modo il cliente impara ad utilizzare al meglio le sue risorse per gestirsi in modo efficace e raggiungere un maggiore benessere.

Può capitare a tutti di attraversare momenti difficili e sentire la necessità di un sostegno più efficace del semplice sfogo con “il miglior amico”, seppur mosso da sentimenti di amore, altruismo e sincera volontà d’aiutare. Il counselor, attraverso l’ascolto e specifiche tecniche di colloquio, sostiene il cliente nel ritrovare le energie di cui ha bisogno, a fare scelte consapevoli senza scegliere al posto tuo, a ripartire lasciando al cliente la piena responsabilità delle sue scelte. È un sostegno nei momenti di cambiamento e nel recupero delle tue forze nei momenti chiave della tua vita.

Il Coaching si rivolge persone sostanzialmente indipendenti ed autonome che desiderano migliorare le proprie prestazioni (personali o lavorative) e ricercano quindi un aiuto esterno che possa facilitare questo processo di miglioramento. È un’attività di origine anglosassone tesa ad allenare le qualità già in possesso di una persona in vista di sfide future o per raccogliere le energie in momenti di difficoltà. La parola deriva da “coach” che letteralmente significa la “vagone del treno”. Proprio come un vagone, il Coach trasporta il cliente dal punto A al punto B in un determinato periodo di tempo sfruttando tecniche di motivazione, riflessione e sviluppo delle proprie possibilità in linea con le proprie attitudini naturali. Nel secolo scorso l’uso più noto del termine Coach è stato in ambito sportivo, un vero e proprio allenatore. Da qualche decennio la medesima parola è applicata in ambito aziendale e manageriale (Business Coaching, Executive Coaching) e personale (Life Coaching).

Il coaching si differenzia dagli interventi di psicoterapia e counseling poiché non è orientato alla cura di disturbi psicologici o alla risoluzione di specifici problemi, bensì allo sviluppo delle proprie risorse e far sbocciare il talento e le potenzialità degli individui a vantaggio di una competenza da sviluppare o di un risultato da raggiungere.  Il Coach aiuta il cliente (a volte definito Coachee) a focalizzare i propri obiettivi e priorità e lo supporta nel mantenere e portare a termine il programma concordato. Ogni intervento di coaching trova significato e valore attraverso il riscontro oggettivo degli obiettivi e dei traguardi progressivamente raggiunti (Key Performance Indicators). In altri termini, non esiste un intervento di coaching se non ci sono successi misurabili a fronte di obiettivi precisi.

Un buon coach è in grado di guidare il cliente a sviluppare le sue qualità e il suo talento in vista del raggiungimento di specifici obiettivi, e lo deve fare nel modo il più possibile rapido ed efficace. L’efficacia, l’efficienza e l’essere pragmatico si configurano come elementi fondamentali nella relazione di coaching. Per questo motivo il coaching è spiccatamente orientato sul presente e sul futuro e sullo sviluppo delle risorse del cliente, evitando di affrontare la risoluzione diretta di eventuali problematiche emotive o cognitive.

Lo Psicologo è un laureato in Psicologia che interviene su problematiche affettive, relazionali e sociali, della persona o di un gruppo. Può fare diagnosi, valutazioni, interventi di prevenzione, ma non “cura”, non prescrive farmaci, ma utilizza la relazione, l’ascolto, l’empatia, la parola, e specifiche tecniche basate sulle teorie fondamentali alle quali fa riferimento il professionista.

Lo Psicoterapeuta è un laureato in psicologia o in medicina con una specializzazione di almeno quattro anni. Questo consente l’iscrizione all’elenco degli psicoterapeuti dell’Ordine degli Psicologi. È colui che “cura” la patologia, e aiuta la persona a tornare ad una condizione di benessere, magari migliore di quello precedente come problemi di origine esistenziale (fobie, traumi, lutti, separazioni, etc) o psicopatologie (disturbi d’ansia, attacchi di panico, depressione, disturbo ossessivo, compulsivo, ipocondria). Non utilizza farmaci, benché possa prevedere la combinazione di psicoterapia e psicofarmacologia. Esistono svariate scuole di formazione e modelli d’intervento anche molto diversi tra di essi, come per esempio il modello di terapia breve strategica, di terapia psicoanalitica, psicodinamica, sistemica, cognitiva e comportamentale. Ogni modello ha caratteristiche precise sia nelle modalità ma anche nei tempi. È importante che il cliente sia informato su quale modello lo psicoterapeuta intende lavorare.

Un intervento di Psicoterapia non è un percorso intellettuale, astratto, orientato a una puntigliosa indagine del profondo, dove lo psicoterapeuta spiega come sei fatto e ti racconta come dovresti essere. Al contrario si tratta di una vera e solida alleanza orientata verso un obiettivo di consapevolezza e di cambiamento condiviso tra terapeuta e cliente. Si forma in questo modo una sinergia tra due persone entrambe coinvolte nel processo di cambiamento. Lo psicoterapeuta e il cliente sono fisicamente e umanamente fianco a fianco, si crea uno spazio dove il cliente percepisce fiducia, si apre e parla di sé. In questo spazio anche i comportamenti più devianti e difesi, più limitati e problematici, svelano la loro ragion d’essere storica, mostrano da quale ambiente familiare inappropriato sono derivati, da quali traumi e mancanze d’amore scaturiscono. Diventa chiaro che quelle sofferenze hanno un’origine, un nome, un cognome e un indirizzo di partenza, un tempo d’incubazione e di conferma che le ha rese, in un certo senso, inevitabili. La pentola si scoperchia, ma in un ambiente che accoglie e protegge dove lo psicoterapeuta è li per contenere e sostenere il percorso del cliente.

                                                                                             Credits: Nardone, Ciofi, 2013

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